Batteria di valutazione cognitiva e socioemotiva - BECS
di Jean-Louis Adrien
La BECS si sviluppa a partire dall’integrazione di diversi modelli teorici sullo sviluppo del bambino. Il modello piagetiano dello sviluppo dell’intelligenza sensomotoria (Piaget, 1936, 1937) propone la gerarchizzazione delle condotte adattive del bambino in sei stadi di sviluppo (da I a VI). Si tratta di un modello dinamico che stimola la creatività e consente un certo grado di libertà nella raccolta e nell’interpretazione delle condotte osservabili del bambino. Al modello piagetiano è stato integrato anche il modello di sviluppo di Fisher (1980) che amplia quello di Piaget, introducendo la gerarchizzazione delle abilità cognitive e sociali del bambino non più in stadi ma in livelli. Secondo Fisher, il bambino applica le sue conoscenze e competenze (skill) nel mondo degli oggetti oltre che in quello delle persone. Le basi teoriche della BECS integrano sia modelli di sviluppo della comunicazione e del linguaggio (Mahoney et al., 1981), sia rassegne normative (Coplan et al., 1982), sia i modelli che tengono conto dell’evoluzione emotiva ed affettiva del bambino (Lewis e Miachalson, 1983; Campos, Campos e Barrett, 1989; Scherer, 1992).
Struttura e contenuto
La Batteria di valutazione cognitiva e socioemotiva - BECS permette la valutazione di diverse funzioni cognitive e socioemotive dei bambini il cui livello di sviluppo si riferisce al periodo dei primi due anni di vita. Include sedici scale di sviluppo raggruppate in due grandi domini: il dominio Cognitivo (che comprende sette scale) e il dominio Socioemotivo (costituito da nove scale).
Ciascuna scala viene valutata da un minimo di cinque item organizzati gerarchicamente in 4 livelli (dal più semplice al più complesso: 1, 2, 3, 4; cfr. fig. 1). Ciascun livello corrisponde a un periodo di età di sviluppo psicologico e alle caratteristiche di questo periodo.
Livello 1: corrisponde al periodo da 4 mesi a 7 mesi e 30 giorni ed è caratterizzato dalle reazioni circolari secondarie tipiche dello stadio III dell’intelligenza sensomotoria (Piaget, 1936).
Livello 2: corrisponde al periodo da 8 mesi a 11 mesi e 30 giorni, in cui gli schemi sensomotori acquisiscono una maggiore flessibilità e il bambino è in grado di applicarli a situazioni ed oggetti nuovi.
Livello 3: dai 12 mesi ai 17 mesi e 30 giorni, corrisponde allo stadio V dell’intelligenza sensomotoria (Piaget, 1936), ed è caratterizzato da reazioni circolari terziarie. Il bambino mostravariazioni nei gesti che hanno prodotto un effetto, come se cercasse di scoprire come si modificano gli effetti in base al cambiamento delle sue azioni.
Livello 4: dai 18 mesi ai 23 mesi e 30 giorni, corrisponde allo stadio VI dell’intelligenza sensomotoria (Piaget, 1936). È caratterizzato dalla capacità del bambino di rappresentarsi azioni e gesti in relazione all’ambiente e dall’anticipazione degli effetti delle sue azioni sull’ambiente circostante.
Il dominio Cognitivo
Il dominio Cognitivo comprende attività cognitive di natura percettivo-motoria che si basano su schemi sensomotori e rappresentativi e sul loro coordinamento.
Le sette scale che compongono il dominio Cognitivo sono:
Immagine di Sé (ISE). La valutazione dell’immagine di sé fa riferimento all’utilizzo dello specchio, la denominazione delle parti del viso e la capacità del bambino di chiamarsi per nome.
Gioco Simbolico (GS). Per valutare il gioco simbolico, bisogna annotare se il bambino utilizza gli oggetti in maniera funzionale, (ovvero se li manipola in funzione delle loro proprietà fisiche) e se è in grado di “fare finta” con diversi oggetti (come, ad es., imboccare una bambola, far girare una macchinina, far volare una matita come se fosse un aereo, utilizzare una banana come se fosse un telefono).
Schemi di relazione con gli oggetti (SCH). La valutazione degli schemi di relazione con gli oggetti consiste nell’osservare come il bambino produce e combina i suoi schemi di azione durante l’utilizzo degli oggetti che gli vengono presentati nel corso della seduta.
Causalità Operazionale (CO). Per esaminare la Causalità Operazionale, si osserva come il bambino stabilisce dei legami di causalità tra le sue azioni l’ambiente e tra i vari oggetti che utilizza. Si osserva la reazione del bambino nei confronti dell’adulto quando l’oggetto si ferma (richiesta di aiuto, ecc.).
Mezzi/Fini (MF). Si valuta come il bambino stabilisce un legame tra gli oggetti che manipola per risolvere un problema. Per gli item Mezzi/Fini, si osservano i diversi mezzi che utilizza per raggiungere un obiettivo. Questi mezzi possono essere diretti, concreti o mentalizzati. Alcuni giochi vengono proposti al bambino per stimolare i mezzi che può mettere in atto.
Relazioni Spaziali (RS). Lo psicologo osserva come il bambino stabilisce dei legami di vicinanza, sovrapposizione, affiancamento, incastro tra gli oggetti che gli vengono presentati. Viene anche invitato a seguire con lo sguardo un oggetto spostato dallo psicologo.
Permanenza dell’Oggetto (PO). Lo psicologo utilizza un materiale specifico, ad esempio una palla piccola e alcuni contenitori. Dopo avergli presentato un oggetto (ad esempio, la pallina), invita il bambino a guardarlo. Poi, nasconde l’oggetto sotto un contenitore e propone al bambino di cecarlo. Successivamente, davanti al bambino, lo nasconde sotto un altro contenitore e propone al bambino di cercarlo. Viene così testata la capacità del bambino di rappresentarsi un oggetto non visibile.
Il dominio Socioemotivo
La valutazione e l’analisi comportamentale proposte dalla BECS permettono, da una parte, di distinguere i comportamenti socioemotivi dagli apprendimenti sociali realizzati dal bambino testato e, dall’altra parte, di raffinare e differenziare le funzioni emotive che sottendono questi apprendimenti.
Il dominio Socioemotivo riguarda i comportamenti e le attività del bambino il cui contenuto è specificatamente sociale ed emotivo. Una successione di comportamenti quali guardare l’altro negli occhi, parlargli, modificare il proprio comportamento in base alla sua risposta, costituisce un’interazione sociale.
Nove scale costituiscono il dominio Socioemotivo:
Regolazione del Comportamento (RC). La regolazione del comportamento riguarda la capacità del bambino di modificare il comportamento dello psicologo. Questa funzione riguarda anche la capacità di modificare il proprio comportamento in base alle esigenze esterne.
Interazione Sociale (IS). La scala di Interazione Sociale riguarda la capacità del bambino di stabilire degli scambi di sguardo, di oggetto o di parole con lo psicologo.
Attenzione Congiunta (AC). L’attenzione congiunta è la capacità di dirigere la propria attenzione verso qualcosa insieme a un’altra persona. Si tratta di un’attenzione condivisa su un evento intercorrente tra lo psicologo e il bambino.
Linguaggio Espressivo (LE). Il linguaggio espressivo riguarda la capacità di produrre suoni, parole o frasi. Durante l’osservazione, o in base al colloquio con i genitori, lo psicologo invita il bambino a vocalizzare, a pronunciare parole o frasi in situazioni di gioco, utilizzando delle immagini o un libro illustrato e si appunta ogni produzione di suono semplice o complesso, parole, gergo, frasi semplici o elaborate.
Comprensione del Linguaggio (CL). La comprensione del linguaggio riguarda la capacità di comprendere le parole e frasi espresse dallo psicologo. L’adulto esamina questa capacità mostrando al bambino immagini o oggetti che nomina: il bambino deve guardare o indicare l’immagine o l’oggetto denominato.
Imitazione Vocale (IV). L’imitazione vocale riguarda la capacità di riprodurre suoni, parole, frasi dopo l’ascolto.
Imitazione Gestuale (IG). L’imitazione gestuale riguarda la capacità di riprodurre gesti semplici, complessi e azioni con oggetti. Lo psicologo esegue davanti al bambino gesti semplici o un’azione con un oggetto e invita il bambino a riprodurli. In base alla reazione del bambino a una prima azione semplice, successivamente l’operatore gli propone delle azioni composte da due a tre gesti, con o senza oggetti.
Relazione Affettiva (RA). Durante la seduta di valutazione e in base agli elementi emersi dal colloquio con i genitori, lo psicologo determina quale tipo di relazione affettiva il bambino ha sviluppato con i suoi familiari.
Espressione Emotiva (EE). Di fronte amimiche espressive realizzate dallo psicologo, risulta necessario osservare le espressioni facciali del bambino quali lo sguardo, l’apertura della bocca, l’aggrottamento delle sopracciglia, associate o meno ai gesti e movimenti del corpo, in particolare del tronco e della testa (ad es., le braccia all’indietro o il voltare lateralmente la testa). È fondamentale osservare anche le reazioni emotive del bambino quando lo psicologo gli presenta un oggetto non familiare o lo mima o ancora quando gli proibisce un determinato comportamento.
Griglia di osservazione dei comportamenti
Immediatamente dopo la sessione d’esame del bambino, lo psicologo deve compilare ciascun item della griglia di osservazione dei comportamenti. Questi comportamenti si manifestano nel corso delle differenti situazioni che stimolano le diverse funzioni cognitive e socioemotive della BECS. Questo rilevamento costituisce per lo psicologo una preparazione alla valutazione dei livelli di sviluppo.
Griglia di punteggio dei livelli di sviluppo
Una volta compilata la griglia di osservazione dei comportamenti, lo psicologo procede all’attribuzione dei punteggi utilizzando la griglia per il punteggio dei livelli di sviluppo, secondo le modalità previste. Il livello di sviluppo ottimale viene determinato sulla base dell’osservazione del comportamento più avanzato manifestato dal bambino nel corso della valutazione.
Indici di eterogeneità dello sviluppo
L’attribuzione dei livelli di sviluppo consente di determinare l’ampiezza dell’eterogeneità dello sviluppo del bambino. Per ottenere questo, basta calcolare i diversi indici:
Indice di Eterogeneità dello sviluppo Cognitivo (IEC)
Indice di Eterogeneità dello sviluppo Socioemotivo (IES)
Indice di Eterogeneità dello sviluppo Globale (IEG)
Tale analisi ha per obiettivo la descrizione dettagliata delle caratteristiche di sviluppo nei domini Cognitivo e Socioemotivo valutati in funzione dei risultati ottenuti nei vari item che li compongono e la caratterizzazione della natura del profilo di sviluppo del bambino. Questo profilo può essere:
omogeneo e stabile (OES)
omogeneo ed emergente (OEE)
omogeneo e fragile (OEF)
eterogeneo ed emergente (EEE)
Queste valutazioni consentono l’elaborazione del progetto dinamico di sviluppo personale del bambino, seguendo il principio generale di allenarlo e sostenerlo affinché possa funzionare al suo livello massimo di competenze facendo leva sulle sue capacità emergenti. Tale allenamento viene realizzato sensibilizzando e accompagnando il bambino da una parte a trarre piacere da questo nuovo funzionamento e dall’altra a ridurre la disregolazione della sua attività attraverso un accompagnamento strutturato.
Bibliografia
Campos, J.-J., Campos, R.-G. e Barrett, K.-C. (1989). Emergent themes in the study of emotional development and emotion regulation. Developmental Psychology, 25(3), 394-402.
Coplan, J., Gleason, J., Ryan, R., Burke, M.-G. e Williams, M.-L. (1982). Validation of an early language milestone scale in a high-risk population. Pediatrics, 70(5), 677-683.
Fischer, K.-W. (1980). A theory of cognitive development: the control and construction of hierarchies of skills. Psychological Review, 87(6), 477-531.
Lewis, M. e Miachalson, L. (1983). Children’s emotions and moods. Developmental theory and measurement. New York: Plenum Press.
Mahoney, G. e Finger, A.-I. (1981). Relationship between language and sensorimotor development of Down Syndrome and non related children. American Journal of Mental Deficiency, 1, 21-27.
Piaget, J. (1936). La naissance de l’intelligence. Neuchatel e Pa-rigi: Delachaux et Niestle.
Piaget, J. (1937). La construction du réel chez l’enfant. Neuchatel e Parigi: Delachaux et Niestle.
Scherer, K.-R. (1992). Les émotions: fonctions et composantes, In P. Mazet, S. Lebovici, Emotions et affects chez le bébé et ses partenaires, pp. 13-43. Parigi: Editions Eshel.
L'autore
Jean-Louis Adrien
È Professore Emerito presso l’Università Paris Cité. La sua carriera professionale si è svolta in due ambiti pubblici: il servizio ospedaliero universitario del CHU di Tours come psicologo clinico e l’Università Paris Descartes come docente-ricercatore. Per quasi trent’anni ha lavorato come psicologo clinico con bambini affetti da disturbo dello spettro autistico e altri disturbi del neurosviluppo, conducendo valutazioni e ricerche nell’équipe INSERM “Autisme”. Ha formato centinaia di psicologi e diretto oltre 300 tra tesi di master e di dottorato, tutte incentrate sull’autismo. Nel 2006 ha fondato il laboratorio “Psicopatologia e processi di salute” (EA 4057) e nel 2010 la prima laurea professionale in Francia dedicata all’accompagnamento di persone con autismo e disturbi correlati. Continua la propria attività di ricerca clinica sull’ASD, con particolare attenzione alla disabilità intellettiva in sindromi genetiche. Dal 2016 svolge attività di formazione sull’autismo attraverso il CeFoRA, centro di formazione certificato di cui è direttore. Il 25 marzo 2016 è stato insignito del titolo di Cavaliere della Legion d’Onore.