PAS-O - Personality Assessment Screener-Observer
di Claudia Pignolo, Margherita Lang e Alessandro Zennaro
Il Personality Assessment Screener - Observer (PAS-O) è un questionario progettato per raccogliere informazioni da parte di osservatori riguardo a un cliente adulto, fornendo uno screening rapido per un ampio spettro di problemi psicopatologici.
Il PAS-O è stato sviluppato per essere somministrato in combinazione con il Personality Assessment Inventory (PAI) o il Personality Assessment Screener (PAS), strumenti self-report ampiamente validati per la valutazione della psicopatologia adulta. Tutti gli item che compongono il PAS-O sono direttamente paralleli a quelli del PAS e riformulati nel formato di terza persona. Il PAS rappresenta uno strumento autovalutativo di screening rapido che è stato derivato dai 22 item più predittivi delle elevazioni cliniche nel PAI. Quando i risultati del PAS-O o del PAS indicano la necessità di valutazioni approfondite, il PAI fornisce informazioni rilevanti per la diagnosi clinica e la pianificazione del trattamento.
Sebbene nella pratica clinica l’utilizzo degli informant-report conosca una diffusione ancora limitata, negli ultimi anni è sempre più riconosciuto il valore di una valutazione psicologica fondata sull’integrazione di fonti multiple. Accanto ai dati anamnestici e alle osservazioni del clinico, le informazioni fornite da persone che conoscono il cliente in contesti di vita quotidiana (coniuge, familiari, amici stretti, personale sanitario, ecc.) possono aumentare la validità delle informazioni auto-riportate. Questa triangolazione risulta particolarmente preziosa, specialmente quando gli individui non sono in grado o non sono disposti a descrivere le proprie caratteristiche, ad esempio per scarsa consapevolezza, distorsioni cognitive, motivazioni legate all’autopresentazione, confusione o disturbi del pensiero.
Il PAS-O consente di superare queste criticità offrendo una procedura standardizzata che arricchisce in modo rapido ed efficace le informazioni raccolte tramite l’autovalutazione. Un aspetto distintivo del PAS-O risiede nella possibilità di valutare in modo sistematico le convergenze o discrepanze tra la prospettiva del cliente e quella dell’informatore.
L’affidabilità e la validità del questionario sono supportate dagli studi di standardizzazione condotti, per la versione italiana, su un campione di 626 coppie informatore/cliente, che includeva un gruppo normativo, uno subclinico e uno clinico.
Struttura
Il PAS-O ricalca fedelmente la struttura della versione auto-valutativa, garantendo la comparabilità diretta tra il resoconto del cliente e quello dell’informatore. È costituito da 22 item, organizzati secondo un criterio gerarchico in un punteggio totale e in 10 differenti scale che rappresentano distinti domini di problemi clinici:
Affettività Negativa (NA): valuta problemi legati a stress, ansia e depressione.
Acting Out (AO): riguarda problematiche di comportamento associate a impulsività, ricerca di sensazioni forti e uso di sostanze.
Problemi di Salute (HP): indaga condizioni legate alla somatizzazione e alle preoccupazioni per la salute.
Tratti Psicotici (PF): valuta il rischio di pensieri persecutori e altre manifestazioni psicotiche, con un focus sugli aspetti di paranoia.
Ritiro Sociale (SW): esplora il distacco sociale e le condizioni di disagio nell’ambito delle relazioni.
Controllo Ostile (HC): valuta uno stile interpersonale connotato dal bisogno di controllo e da ipervalutazione di sé.
Ideazione Suicidaria (ST): indaga i pensieri di morte o di suicidio, rappresentando un indicatore critico per la sicurezza del cliente.
Alienazione (AN): riguarda i fallimenti delle relazioni di supporto, nonché la sfiducia o la mancanza di interesse verso tali relazioni.
Problemi legati all’Alcol (AP): esplora le conseguenze negative correlate all’uso e all’abuso di alcol.
Controllo della Rabbia (AC): valuta le difficoltà nella gestione della rabbia.
Il punteggio Totale (PAS-O Totale) fornisce un’indicazione generale della probabilità di problemi emozionali e comportamentali clinicamente significativi e della necessità di ulteriori valutazioni.
La compilazione richiede circa 5 minuti e raccoglie inoltre brevi informazioni sull’informatore e sulla natura della sua relazione con il cliente.
Punteggi
Il PAS-O utilizza i punti P, introdotti per la prima volta nel PAS. Questi punteggi riflettono la probabilità che il cliente riporti problematiche clinicamente significative al PAI. I punti P, compresi tra 0% e 100%, sono forniti per il punteggio totale e per ciascuna scala e vengono interpretati sulla base di fasce di probabilità che indicano livelli di rischio crescente. I risultati del PAS-O rispondono principalmente ad una funzione di screening, pertanto, forniscono indicazioni orientative che devono essere integrate con ulteriori valutazioni e informazioni disponibili sul cliente.
L’elaborazione dei punti P secondo le norme italiane viene svolta attraverso la piattaforma online Hogrefe Test System (HTS), che consente lo scoring automatico e la generazione del report.
Quando il PAS-O è somministrato in combinazione con il PAS, occorre invece ricorrere all’apposito modulo di sintesi cartaceo e sono disponibili quattro diverse metriche per valutare convergenze e discrepanze tra la prospettiva del cliente e quella dell’informatore: i punteggi di differenza grezza e assoluta, il punteggio di dissimilarità globale e il punteggio di similarità configurale.
Applicazioni cliniche
Il PAS-O si configura come uno strumento breve e clinicamente rilevante per raccogliere informazioni da osservatori su pazienti adulti. Lo strumento può essere impiegato per rispondere a diverse finalità cliniche, dallo screening iniziale alla valutazione integrata con dati self-report e informant-report.
La somministrazione singola del PAS-O può risultare particolarmente preziosa in contesti in cui il paziente non può completare il PAS o il PAI autonomamente, ad esempio per limitazioni cognitive, disturbi del pensiero o condizioni di confusione.
L’impiego ottimale del PAS-O prevede la somministrazione congiunta con il PAS o il PAI, permettendo di identificare le aree di convergenza, che rafforzano l’attendibilità delle informazioni, così come eventuali discrepanze, che fanno luce sulla necessità di nuovi approfondimenti.
Per ottimizzare l’utilizzo di questo strumento, è opportuno selezionare informatori con una conoscenza approfondita e recente del cliente, considerare la natura della loro relazione nell’interpretazione dei risultati e ricorrere all’integrazione con altri canali di informazione (ad esempio, storia clinica, osservazione diretta e altri test psicologici) per formulare decisioni diagnostiche e terapeutiche.
Bibliografia
Morey, L.C. (1991). Personality Assessment Inventory (PAI). Lutz, FL: PAR. Ad. it. di A. Zennaro, S. Di Nuovo, M. Fulcheri, A. Lis e C. Mazzeschi (2015). Firenze: Hogrefe.
Morey, L.C. (1997). Personality Assessment Screener (PAS). Lutz, FL: PAR. Ad. it. di C. Pignolo, L. Abbate, M. Lang, M. Matta, P. Porcelli e A. Zennaro (2020). Firenze: Hogrefe.
Morey, L.C. (2018). Personality Assessment Screener – Observer (PAS-O). Lutz, FL: PAR. Ad. it. di C. Pignolo, L. Abbate, M. Lang, M. Matta, P. Porcelli e A. Zennaro (2025). Firenze: Hogrefe.
Gli autori
Claudia Pignolo
Psicologa, PhD, è professoressa associata presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, dove insegna “Valutazione psicologica e di personalità”. È membro del gruppo di ricerca Evidence Based Psychological Assessment e svolge attività di ricerca nell’ambito dell’assessment psicologico e della simulazione della malattia mentale. Ha collaborato all’adattamento italiano del Personality Assessment Inventory (PAI) e del Personality Assessment Screener (PAS) ed è autrice di articoli scientifici su riviste nazionali e internazionali.
Margherita Lang
Psicodiagnosta, psicoterapeuta e membro associato della Società Italiana di Psicoanalisi, è professore ordinario di Psicologia dinamica presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca. È socio fondatore dell’A.R.P. (Associazione per la Ricerca in Psicologia clinica).
Alessandro Zennaro
È psicologo, psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, dottore di ricerca in psicologia, è professore ordinario di Psicopatologia dello sviluppo e Metodi psicodiagnostici presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino, dove ricopre la carica di Vicedirettore. È inoltre Vicedirettore esecutivo della Scuola di Studi Superiori dell'Università di Torino (SSST), percorso di Eccellenza dell’Ateneo Torinese e Vicepresidente nazionale AIP (Associazione Italiana di Psicologia). È autore di numerosi volumi ed articoli in tema di psicodiagnostica e ha curato l’adattamento italiano di numerosi strumenti diagnostici fra i quali il Millon Clinical Multiaxial Inventory - III (MCMI-III).