The Oxford handbook of skills and training
Chris Warhurst, Ken Mayhew, David Finegold, John Buchanan (Edited by)
Oxford University Press, 2018. Pp. XVIII+737
£ 35.00 (Paperback)
Il primo aspetto che salta agli occhi consultando questo ampio manuale è l’orientamento verso il futuro; al di là di iniziali riferimenti alla storia e all’evoluzione del concetto di skill, i quarantanove autori (compresi i quattro curatori) si indirizzano decisamente verso ciò che richiede il domani alle persone e ai sistemi sociali e produttivi. Il tema dell’analisi e dello sviluppo delle tante e diverse skill che possono caratterizzare una persona è trattato in ottica fortemente interdisciplinare ed è orientato non soltanto al singolo soggetto, né solo ai team, ma tende ad espandersi costantemente riconoscendo il valore dello sviluppo degli skill per la società intera. Da questo punto di vista il manuale presenta anche uno spessore culturale e valoriale, e stante l’accelerazione che il mondo sta vivendo (almeno in alcune delle sue aree) il supporto che la gestione-sviluppo degli skill può offrire alle comunità appare lampante. Volendo collegare il messaggio che emerge da queste pagine con la nostra (italiana) situazione attuale non si può fare a meno di ricordare gli appelli lanciati periodicamente dal Capo dello Stato Sergio Mattarella affinché si lavori sulla formazione, sul capitale umano, sulla sinergia di sistemi e processi. Considerando la quantità di soggetti NEET - Not in Education, Employment or Training che contraddistingue il nostro contesto, la dispersione, la inutilizzazione e il pessimo impiego dei fondi destinati alla formazione e all’addestramento – oltre alla diffusa noncuranza con cui le persone troppo spesso guardano al proprio aggiornamento professionale – ci si dovrebbe preoccupare pensando all’Italia dei prossimi decenni. E non a caso nel quadro delle ottiche che caratterizzano questo Handbook emerge la costante pre-occupazione nel sottolineare – e nel mostrare operativamente – l’importanza della “manutenzione” e dello sviluppo delle abilità collegate agli economics, cioè all’andamento complessivo degli sviluppi socio-economici all’interno dei territori e delle comunità.
Il testo è suddiviso in sette sezioni e trentadue capitoli, con l’aggiunta degli indici e di un saggio introduttivo di apertura e visione complessiva del lavoro a firma dei quattro curatori. Nella prima sezione sono definiti i concetti di base ed è affrontata la questione (sempre attuale) della valutazione, o misura, degli skill, un tema che si collega bene alla sezione successiva dedicata allo sviluppo degli skill in ogni area della workforce. I primi tredici capitoli raccolti nelle prime due sezioni costituiscono già un testo importante e, volendo, a sé stante, ma molti dei concetti esposti inizialmente sono poi ripresi da diverse angolazioni e riproposti sotto una luce nuova. Così la valutazione – ma anche la sotto-utilizzazione delle abilità – emerge nella terza sezione, mentre la quarta punta l’attenzione sui benefici che l’individuo e la società possono trarre dall’analisi degli skill, con un occhio ai benefici economici che ciò comporta.
Il tema-problema dei numerosi sistemi diversi oggi in essere nel mondo del lavoro (ma anche dell’education) nel determinare e nello sviluppare gli skill costituisce l’oggetto della quinta e della sesta sezione. L’ultima parte del testo, con i suoi sette capitoli, prende in esame le sfide che al momento attuale sono poste a chiunque si occupi di abilità, capacità, competenze ed expertise nel contesto di una società sempre più tecnologica ma anche (in molte nazioni) sempre meno anagraficamente giovane. E tra le tante questioni che sono poste non poteva di certo mancare il tentativo di dare una risposta alla domanda sul pay for skill, sia in termini di chi offre le risorse economiche per la formazione e l’addestramento, sia di come retribuire il possesso di specifiche skill nel mondo del lavoro.
Tutti gli autori, compresi i curatori, hanno alle spalle un solido background accademico. In particolare, puntando l’attenzione sui quattro curatori, Chris Warhurst ha diversi incarichi in istituzioni tra Oxford, Londra e Warwick; Ken Mayhew è professore emerito di Education and Economic Performance alla Oxford University; David Finegold proviene dagli USA ove presiede la Chatman University di Pittsburgh; John Buchanan insegna Working Life in Australia, all’università di Sidney. È (purtroppo) da notare che nessun italiano compare tra gli autori i quali, pure, provengono da diverse parti del mondo, ben oltre i confini europei, dal Canada alla Nuova Zelanda.
In ultimo, segnalo l’opportunità di consultare questo bel testo in parallelo con un altro manuale di grande interesse che è The Handbook of Strategic 360 Feedback, a cura di Allan H. Church, David W. Bracken, John W. Fleenor e Dale S. Rose (Oxford University Press, 2019): il potere generativo del feedback nel mondo delle organizzazioni si applica molto bene allo sviluppo delle capacità e delle abilità delle persone che vi lavorano.
L'autore
Andrea Castiello d’Antonio
È psicologo e psicoterapeuta, già Professore straordinario presso l’Università Europea di Roma, esercita attività libero-professionale nelle aree della psicoterapia, della psicologia clinica, e della psicologia delle organizzazioni. Esperto di psicodiagnosi e testing psicologico, si occupa di campi specifici come la psicologia militare e la psicologia dell’aviazione, è membro delle maggiori associazioni internazionali e svolge attività di consulenza editoriale a favore di riviste e case editrici di psicologia. Nell’area della psicologia del lavoro è consulente indipendente di management, gestione, formazione, valutazione e sviluppo del capitale umano, svolge attività di executive coaching e orientamento professionale. Nell’area della psicologia clinica opera come psicoterapeuta in setting individuali e di coppia per mezzo di psicoterapie dinamiche brevi e a medio-lungo termine, e svolge consulti e consulenze psicologiche.
Cultore di storia della psicoanalisi ha scritto la prima biografia italiana su Karl Abraham (1981). Ha pubblicato un migliaio di recensioni, oltre 200 articoli scientifici e divulgativi e 26 volumi. Tra i libri più recenti: L’aggressività distruttiva nel mondo del lavoro. Il mobbing e le altre forme di violenza organizzativa (2024); Scegliere lo psicoterapeuta. Una guida per pazienti e terapeuti (2022); Il capitale umano nelle organizzazioni. Metodologie di valutazione e sviluppo della prestazione e del potenziale (2020); Conflitti. Come leggere e gestire i contrasti per vivere bene (2019) scritto con Luciana d’Ambrosio Marri; Interviste e colloqui nelle organizzazioni. Metodi per un dialogo efficace nei contesti organizzativi e istituzionali (2015); La selezione psicologica delle risorse umane (2015); Come quando e perché la formazione non funziona (2014); L’assessment delle qualità manageriali e della leadership (2013); La paura di volare (2012).