XIV Congresso nazionale AIDAI - Oltre l’infanzia: il volto adulto dell’ADHD tra risorse ed ostacoli
di Michele Margheriti
La XIV edizione del congresso nazionale dell’Associazione Italiana Disturbi di Attenzione e Iperattività (AIDAI) si è tenuta al Roma, Università di Tor Vergata, il 23 maggio scorso. L’evento ha rappresentato un’importante occasione di aggiornamento scientifico e confronto clinico sull’ADHD lungo l’intero arco di vita, con particolare attenzione alla transizione verso l’età adulta, alle comorbidità, ai trattamenti e alle prospettive future della ricerca.
L’apertura del congresso è stata affidata ad Alberto Siracusano, Professore emerito di psichiatria all’Università di Roma Tor Vergata e Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che ha offerto una prolusione di grande valore scientifico e istituzionale. Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sull’importante lavoro svolto dal tavolo dedicato all’ADHD in Senato, sottolineando la necessità di un dialogo costante tra ricerca, clinica, associazioni e istituzioni. Un contributo che ha evidenziato come la crescente attenzione verso l’ADHD rappresenti un’opportunità concreta per promuovere percorsi di cura, inclusione e sostegno sempre più efficaci per le persone con ADHD e le loro famiglie.
Lectio magistralis del Prof. F. Xavier Castellanos, che ha ripercorso oltre trent’anni di studi di neuroimaging nell’ADHD. Pur sottolineando che le attuali tecniche non possiedono ancora l’affidabilità necessaria per essere impiegate come strumenti diagnostici clinici, il relatore ha evidenziato il contributo crescente delle neuroscienze alla comprensione dei meccanismi neurobiologici del disturbo e allo sviluppo della psichiatria di precisione.
La prima sessione è stata dedicata alla transizione dall’età evolutiva all’età adulta. I contributi hanno mostrato come l’ADHD sia una condizione eterogenea e dinamica, caratterizzata da traiettorie evolutive differenti e da frequenti comorbidità emotive e comportamentali. È stato approfondito il tema della sofferenza adolescenziale, con particolare riferimento ai comportamenti autolesivi, al rischio suicidario e al ruolo del corpo come canale privilegiato di espressione del disagio. È stata inoltre proposta una riflessione sulle ricadute dell’ADHD adulto nei principali contesti relazionali, dalla genitorialità alla coppia, fino agli ambienti lavorativi. Un ulteriore focus ha riguardato il processamento temporale e le difficoltà nella gestione del tempo, considerate elementi centrali per comprendere il funzionamento quotidiano delle persone con ADHD.
La seconda sessione ha affrontato il tema delle dipendenze. I relatori hanno illustrato i meccanismi neurocognitivi condivisi tra ADHD e disturbi da uso di sostanze, evidenziando il ruolo della disregolazione dopaminergica, delle difficoltà di controllo inibitorio e della ricerca di gratificazioni immediate. Sono stati approfonditi il fenotipo femminile dell’ADHD, spesso sottodiagnosticato, e il possibile legame con la dipendenza affettiva. Ampio spazio è stato dedicato agli interventi farmacologici nei pazienti con comorbilità tra ADHD e dipendenze, sottolineando come una presa in carico adeguata possa migliorare significativamente gli esiti clinici.
Le tavole rotonde hanno favorito un confronto multidisciplinare sul ruolo delle competenze emotive, delle comorbidità e della terapia farmacologica nella costruzione di percorsi terapeutici personalizzati. L’ultima parte della giornata ha approfondito gli interventi psicoterapeutici, la mindfulness e la Compassion Focused Therapy, oltre alle nuove prospettive di ricerca sull’esposoma, sull’intelligenza artificiale, sull’analisi della voce come possibile biomarcatore e sui modelli dimensionali del funzionamento neurocognitivo. Nel complesso, l’evento ha evidenziato la necessità di integrare ricerca, pratica clinica e innovazione per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone con ADHD lungo tutto il ciclo di vita.
L'autore
Michele Margheriti
È psicologo e psicoterapeuta e svolge l'attività clinica nel campo dei disturbi del neurosviluppo. Presidente nazionale dell'AIDAI. Già docente di Psicologia dell'Educazione presso l'Università di Perugia, è attualmente docente nello stesso ateneo al Corso di Specializzazione per le attività di sostegno.